Per Sergio Marchionne, al ritorno dal Festival per l’Economia di Trento, si delineano quattro anni di durissimo lavoro non solo per lui ma per tutto il gruppo Fiat Chrysler Automobiles (FCA), in particolare per il mitico marchio Alfa Romeo.
Incalzato dalle domande sulle prospettive del gruppo e di questo marchio in particolare, l'”Amministratore Delegato con il maglione blu” ha delineato in particolare il futuro dell’Alfa Romeo da qui sino al 2018.
Incominciamo con il dire che è stato creato un pool di 200 ingegneri altamente specializzati con l’intento di realizzare il miglior prodotto qualitativo ed innovativo possibile per ciò che concerne motorizzazioni, sospensioni e parti meccaniche in generale delle Alfa. Questo Team dovrà essere ampliato sino a raggiungere le 600 unità. La caratteristica è che essi sono totalmente liberi da influenze di gruppo, così facendo potranno lavorare liberamente e concentrarsi sia sulle fasi di ricerca e svliluppo sia su quelle inerenti la progettazione e la realizzazione sino al prodotto finito. L’intento è sfornare almeno 8 nuovi modelli che spazino in tutte le categorie medio-alte così da incrinare lo strapotere di Audi e Bmw. In particolare il lancio della Giulia e dei modelli 4C più una serie di modelli considerati Top Secret di alta gamma a detta di Marchionne saranno la chiave di svolta del marchio.
Troppo spesso nel passato sono stati commessi errori soprattutto di tipo qualitativo, facendo cadere un marchio molto forte e blasonato a livello mondiale in una spirale di scarsa affidabilità anche per quanto concerne la qualità dei materiali, rozzezza del design e delle finiture e appiattimento su livelli di concorrenza di basso profilo.
A detta di Marchionne dopo varie analisi sui veicoli della concorrenza più dichiarata, si è evidenziato un sostanziale peggioramento della qualità dei prodotti di Audi e Bmw. Sfruttando queste opinioni degli analisti del gruppo (e sembra dello stesso Marchionne), Alfa Romeo punta in questo breve periodo non solo a ridurre questo divario ma anche a surclassare dal punto di vista tecnologico e di qualità dei materiali la concorrenza.
L’amministratore delegato di FCA è sicuro, quando parla di un progetto nel quale tutto il gruppo, con l’aiuto della liquidità generata da Chrysler, sta profondendo non solo denaro ma grandi speranze e conoscenze.
Il rilancio del marchio Alfa Romeo è l’unico che può posizionare il gruppo in diretto contrasto con le tedesche e permettere di rilanciare come un volano l’intera immagine di FCA. In particolare dal momento che la maggior parte delle risorse destinate allo sviluppo di nuovi modelli verrà utilizzato dall’Alfa, il marchio Lancia verrà gradatamente ridotto avendo dato scarsi risultati ed il suo rilancio sui mercati internazionali verrà abbandonato. Si procederà nel tempo ad un sostanzioso ridimensionamento dei modelli e della produzione che lo porteranno ad essere un marchio solo più locale, cioè destinato esclusivamente al mercato italiano, l’unico che ha ancora un positivo retaggio della “freccia su scudo e sfondo blu”.

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