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La notizia è di quelle da far girare la testa: Jeremy Clarkson, storico conduttore della trasmissione tv britannica Top Gear, è stato sospeso dalla BBC per aver aggredito fisicamente, pare tirando un pugno, uno dei produttori del programma, Oisin Tymon.
La versione dei fatti fornita da Tymon racconta che Clarkson lo avrebbe colpito da ubriaco, mentre lo insultava per le sue origini irlandesi e venendo successivamente trattenuto dagli altri due presentatori storici del programma, Richard Hammond e James May. Quest’ultimo tuttavia, intervistato dai giornalisti britannici, smentisce di essere stato presente nel luogo dove si sarebbero svolti i fatti. Per fare luce sulla vicenda la BBC ha dichiarato di aver aperto un’inchiesta interna, sospendendo per il momento Jeremy Clarkson e anche il programma per due puntate.
Subito dopo la diffusione della notizia gli altri due conduttori di Top Gear non sono sembrati eccessivamente preoccupati, ironizzando addirittura su Twitter a proposito quale film sarebbe stato messo in onda dalla rete televisiva per rimpiazzare il programma sospeso.

Molto diversa è stata la reazione dei fan di Clarkson e di Top Gear in tutto il mondo, molto preoccupati dalla sospensione del loro idolo, come testimoniato dalle miriadi di hashtag comparsi su Twitter e dai numerosissimi appelli sui social network, oltre che da una petizione che ha raggiunto quasi le 400000 firme sul web.
L’ironia di Hammond e May su Twitter tuttavia è stata quasi profetica: la scorsa puntata di Top Gear non andata in onda causa sospensione è costata alla BBC qualcosa come l’80% di share, un vero e proprio tracollo di ascolti prima, economico poi (basti pensare ai diritti acquistati negli altri paesi per ottenere un programma monco, privato di due puntate per il momento ma non si sa quando riprenderà, e le cause legali che i canali acquirenti potrebbero legittimamente intentare). Bisogna anche dire che la controprogrammazione improvvisata dal canale è stata a dir poco soporifera (una replica di un’esibizione della pattuglia acrobatica della RAF), tuttavia ciò deve spingere necessariamente ad una riflessione.
Una riflessione che riguardi si il futuro di Clarkson, ma anche quello del programma stesso. Può esistere Top Gear senza la conduzione di ‘Jeeza’? Domanda dalla non semplice risposta, che sicuramente si stanno ponendo ai piani alti del colosso televisivo britannico, considerando anche gli ultimatum precedentemente dati dal canale al giornalista a causa del suo comportamento discutibile e spesso politicamente scorretto. Domanda che genera ancor più grattacapi, se si pensa che la BBC guadagna circa 30 milioni di sterline dal programma, e 1.5 milioni sono il prezzo della conduzione di Clarkson.
È arrivato il momento di un cambio radicale nella conduzione e nel format del programma, o gli interessi economici e di share verranno messi al primo posto?

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