Guida-sulla-neve

È un rischio che effettivamente si corre se si dispone di un’auto con quelle caratteristiche meccaniche. Le conseguenze del congelamento del carburante causano non pochi guasti e quindi è bene armarsi di pazienza e immagazzinare nel proprio bagaglio di conoscenze quanti più consigli utili si trovino.

Innanzitutto l’informazione fondamentale dalla quale partire è che il gasolio – contenendo paraffina – solidifica a temperature inferiori ai 2 C°. Per risolvere in parte il problema, i distributori di carburante inseriscono nelle pompe un additivo che mantiene il gasolio allo stato liquido a temperature  fino ai -12 C° . Se non sempre questo metodo funziona, in luoghi particolarmente freddi si vende addirittura il gasolio artico o alpino che tiene botta a temperature (quelle del serbatoio) che scendono fino ai -20C°.

Detto questo, intraviste delle possibili soluzioni ad un problema reale, bisogna anche capire quali possano essere le conseguenze di un effettivo congelamento del liquido che alimenta le nostre auto a motore diesel. Se il gasolio diventa troppo viscoso, denso per prima cosa s’intasa il filtro. Non essendo liquido al punto giusto, non riesce a circolare a dovere nell’impianto di alimentazione e crea degli ingorghi pastosi. Quando la temperature scendono troppo le paraffine tendono a separarsi dalla cera del carburante e questa, molto corposa e densa, occlude i condotti e non rende possibile avviare l’auto.

L’aggiunta manuale di additivi al carburante

Solo così si rallenta la separazione strutturale fluidificando il gasolio e facendolo restare allo stato liquido. In commercio se ne vendono molti, di diverso tipo. Quando ci si avvicina a questi prodotti è bene sapere cosa si cerca e cosa si deve evitare, per non vedere sorgere altri problemi. Sono molto noti l’additivo STP, che tuttavia non si esprime sulla copertura cui può giungere a proposito della temperature, e l’Hot Fuel della Bardhal che secondo l’etichetta protegge lo stato liquido del gasolio fino a -25C°. Ne si potrebbero citare un’infinità, basta informarsi sulla qualità che garantiscono e fino a quale temperature offrono copertura.

stpimagehandler

 

Assolutamente da evitare e non reputare come consiglio utile è il vecchio rimedio della goccia di benzina nel serbatoio. Se questo metodo poteva funzionare per i vecchi motori diesel, i nuovi common rail – essendo più raffinati e tecnologicamente avanzati – ne risentirebbero in negativo.

 

Riscaldare il filtro

Qualora l’inauspicabile congelamento dovesse verificarsi e l’auto non dovesse partire causa intasamento del filtro, l’operazione da fare è riscaldare quest’ultimo: non il massimo della praticità e della facilità, però possibile con diversi metodi:  Alcuni hanno provato con un asciuga capelli, i gas di scarico di un’altra autovettura posta davanti, un tampone riscaldante.

È difficoltoso trovare una fonte di calore adeguata e soprattutto accedere al filtro dell’auto evitando danni aggiuntivi. Dunque se non è possibile, meglio attendere o, come riportato, aggiungere additivi o rifornire il serbatoio di diesel artico .