Novità nel mondo delle auto storiche che da quest’anno vedono una forte restrizione di benefici legati al pagamento della tassa di circolazione o bollo auto.

Le novità sono state introdotte dalla legge di stabilità per il 2015 che modifica i criteri per l’accesso nella categoria delle auto storiche e quindi sottoposte ad un regime di tassazione agevolato.
La normativa prevedeva, all’articolo 63 della legge 342 del 2000, che fossero esentate dal pagamento del bollo le auto che avevano compiuto 30 anni. Il punto di riferimento temporale andava valutato in base all’anno di costruzione e in caso di non reperibilità di questo, veniva considerato come anno di costruzione quello della prima immatricolazione del veicolo.
Prevedeva, inoltre, al comma due e tre, l’esenzione anche per i veicoli che pur non avendo trent’anni, ma almeno 20, erano considerati di particolare interesse storico e collezionistico.
La scelta dei veicoli da inserire in questa categoria era affidata all’ASI (Automotoclub Storico Italiano) in base ad alcuni criteri predeterminati. Per le moto la scelta era affidata al FMI (Federazione Motociclistica Italiana).
In particolare potevano essere considerate auto storiche quelle prodotte a fini di competizione, a scopo di ricerca tecnica ed estetica, o, infine, di particolare interesse storico in ragione del rilievo industriale, estetico o di costume. Si tratta di quei modelli di auto che, pur non avendo compiuto i 30 anni, hanno segnato un’epoca per la loro diffusione o per l’essere diventate una parte importante del costume di un’epoca.
Per usufruire dell’agevolazione le auto dovevano essere iscritte nel registro ASI, oppure in uno dei tre registri Alfa Romeo, Fiat e Lancia.
Cosa è successo con la legge di stabilità? A chiedere una restrizione dei canoni è stata l’ACI nello scorso luglio perché, in base ai rilievi effettuati, a fronte di 4 milioni di auto che beneficiavano di regimi agevolati, solo 800 mila dovevano essere considerate auto di interesse storico, mentre le altre erano semplicemente auto vecchie ed inquinanti che circolavano e proprio per questo andrebbero rottamate.
L’obiettivo sembra quindi essere quello di incentivare la rottamazione delle vecchie auto per favorire l’acquisto di nuovi modelli meno inquinanti.
Non mancano le polemiche e alcune Regioni stanno decidendo di non applicare le nuove normative mantenendo così i precedenti benefici. Nel dettaglio: essendo il bollo auto un tributo locale, Emilia Romagna e Veneto si sono pronunciate contro la nuova tassazione, mentre Lombardia e Liguria stanno valutando cosa fare. Il dubbio è che molti decidano di vendere le auto ai collezionisti di Paesi stranieri con perdita di un elevato valore storico e collezionistico.
Un ultimo spiraglio secondo RIVS (Registro Italiano Veicoli Storici) è dato dall’emendamento 3.248 bis, l’unico a non essere stato respinto, questo prevede che il Ministero dell’economia e delle finanze valuti gli effetti a 6 mesi dall’entrata in vigore delle modifiche apportate dall’articolo 33 della legge di stabilità alla legge 342 . Al termine di tale periodo deve presentare una relazione sugli effetti finanziari e di gettito, utile a valutare possibili ulteriori modifiche.