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Ed ecco la serie 5 della casa di Monaco.
Per quanto riguarda l’estetica possiamo ricorrere al paragone calcistico per il quale “squadra che vince non si cambia”. In effetti il restyling è stato davvero limitato e non è facile cogliere all’impronta le differenze rispetto al modello lanciato quattro anni fa, in qualche modo già vicino alla perfezione.
Relativamente ai proiettori, di serie sono diventati quelli allo xeno e come optional si possono montare le luci a led, anche per i fendinebbia. Gli indicatori di direzione laterali sono stati invece integrati nella carenatura degli specchietti esterni.
Gli interni, a parte una più ampia scelta di pellami, sono rimasti pressoché invariati a parte un lieve avanzamento del sedile posteriore che ha aumentato di qualcosa la capacità di carico. La tecnologia a bordo è stata aggiornata secondo le tendenze del momento. E’ stato infatti integrato il touchpad nella parte superiore della rotella di controllo dell’ iDrive, Migliorato anche il collegamento a Internet attraverso il Connected Drive, si può così navigare in rete e ascoltare musica estraendola da un nutrito catalogo di 12 milioni di brani, oltre a scaricare Apps specifiche e dedicate della BMW.

Ma la vera novità sta piuttosto nella nuova motorizzazione ed è lecito chiedersi come mai la BMW abbia voluto arricchire la Serie 5 con un motore diesel 4 cilindri di “soli” 2 litri. La scelta di un altro diesel da lanciare sul mercato dell nostro Paese è chiara e si evince dalle percentuali di acquisto che riguardano l’alimentazione a gasolio per le serie 5, in Italia vicine al 100%. Da considerare inoltre che più della metà degli utenti che cercano una serie 5 berlina a gasolio si orienta per il 4 cilindri, per salire oltre il 60% quando si sceglie la versione Touring.
I dati tecnici del motore sono all’altezza del marchio: 143 CV, 360 Nm sin dai da 1.750 giri, 4,5 l/100 km sul ciclo combinato e 119 g/km le emissioni di CO2

Ma come va su strada la “piccola” della famiglia?
Innanzitutto non dimentichiamoci che è una tedesca di rango e trovare un difetto è un’impresa difficile. Premesso ciò, il nuovo motore si rivela all’altezza di tutte le situazioni della guida ordinaria: agevole nel traffico, fluida in autostrada, e sempre nel massimo comfort, come ci si aspetta, d’altronde, dopo aver speso i soldi che costa. Il cambio ZF a 8 marce è dolce o rapido a seconda delle necessità e la notevole coppia del diesel tedesco rende piacevole la guida in ogni condizione. Il motore è comunque parco e la 518d si rivela un’ottima scelta per chi presta attenzione ai consumi e ai costi di gestione.

Unica cosa da evitare è ricercare in questa BMW le prestazioni da sportiva di razza. I limiti del motore si sentono infatti quando si sale oltre i 4700 giri (nella modalità manuale). Già appena sotto i quattromila l’erogazione della potenza diventa più lineare e anche la rumorosità si fa sentire. E tale caratteristica rende ancora più evidente la collocazione di questo modello, adatto a chi cerca classe, prestazioni all’altezza di ogni situazione, ma mai estreme.
La nuova BMW 518d parte da 43.749 Euro per la versione base o 53.327 Euro per la 518d MSport. Passando per i 48.740 della Business automatica, i 50.050 dell’allestimento Modern e i 52.117 della versione Luxury.

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