Tempi duri per le auto a benzina e, non lo avremmo mai immaginato, tempi duri anche per il diesel. La crisi morde, il caro carburanti divora e auto a metano e GPL conquistano le flotte aziendali. Dunque non più solo il privato a caccia di risparmi ma anche e, soprattutto, le aziende che di chilometri ne macinano davvero tanti.

Una ricerca di mercato compiuta dalla Arval, uno dei maggiori operatori del noleggio a lungo termine in Italia, con oltre 135 mila veicoli gestiti solo sul territorio nazionale, ha rivelato che la maggioranza delle aziende sottoposte ad intervista, sin dal 2007 usa stabilmente veicoli ad alimentazione alternativa, e addirittura alcune di queste aziende hanno nel loro parco veicoli alimentati a metano o GPL da oltre dieci anni.

Due principalmente le ragioni che spingono le aziende a scegliere veicoli a gas, metano o GPL che sia: l’economicità dei carburanti e la possibilità di circolare sempre, anche in caso di blocchi del traffico o limiti di accesso nelle zone ZTL. Senza trascurare l’importantissimo minore impatto ambientale come conseguenza delle basse emissioni inquinanti

Per quantificare l’importanza di tale risparmio è sufficiente considerare che a parità di spesa per il rifornimento, la quantità di chilometri percorsi a metano è di quasi tre volte superiore ai chilometri percorsi a benzina. Considerando il risparmio annuo è facile capire perché le aziende, per le loro flotte aziendali, si rivolgano sempre spesso al mercato delle auto a gas.

Non è da trascurare un’altra considerazione che i gestori delle flotte mettono in evidenza: le auto a metano e a GPL sono più convenienti sia nell’utilizzo urbano che in quello extra-urbano in quanto possono circolare sempre, anche nei giorni di blocco e nelle zone a traffico limitato (utilizzo urbano) e permettono bassi costi di gestione anche nelle lunghe percorrenze (utilizzo extra-urbano). Nello studio dell’Arval risulta infatti che il 47% di coloro che hanno flotte a GPL e il 58% di coloro che hanno flotte a metano intendono ampliare il proprio parco auto con tali veicoli.

Unico neo che gli operatori del settore evidenziano è la questione della rete distributiva, percepita ancora come insufficiente, soprattutto in alcune regioni. Se infatti Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Lombardia hanno un numero abbondante di distributori, lo stesso non si può dire per le altre regioni, soprattutto quelle meridionali. Anche la rete autostradale del centro sud scarseggia, in particolar modo per quanto riguarda i distributori di metano. Il problema è percepito soprattutto da quelle aziende che operano su tutto il territorio nazionale.

Si ritiene comunque che in un futuro prossimo, con la commercializzazione sempre più numerosa dei veicoli a gas, la rete distributiva si uniformerà alla tendenza pur di non perdere importanti quote di mercato. A questo punto tutte le case automobilistiche si adatteranno a produrre un numero sempre maggiore di modelli ad alimentazione alternativa e il circolo vizioso che fino ad oggi ha rallentato la diffusione di auto così convenienti, si spezzerà. Oggi, nel mercato europeo, quasi tutte le case automobilistiche hanno nei loro listini auto a GPL mentre lo stesso non si può dire per i veicoli a metano che solo Fiat, gruppo Volkswagen (con Seat e Skoda), Opel e Mercedes offrono per alcuni modelli.